Neonato: cos’e’ lo screening neonatale e a cosa serve

Nei giorni successivi al parto e quindi alla nascita del bambino, la neo-mamma ed il neo-papà, sentiranno parlare, medici ed infermiere di screening neonatale: ma che cos’è? E soprattutto: a cosa serve? Senza inutili allarmismi, andiamo quindi subito a rispondere a queste domande!

Ebbene, con screening neonatale si intendono tutta una serie di esami da effettuare dopo il parto, durante i primi giorni di vita del bimbo, per individuare tempestivamente la presenza di eventuali patologie di natura genetica, endocrinologica, metabolica ed ematologica. Una pratica quella dello screening neonatale, resa obbligatoria dalla legge nel 1992, per la quale, ogni neonato tra le 48 e le 72 ore di vita, viene sottoposto ad un preciso esame, affinchè in caso di esito positivo, sia possibile diagnosticare e curare tempestivamente, eventuali patologie presenti e scongiurare in tal modo, danni gravi e permanenti, anche in futuro.

Lo screening neonatale consente infatti di individuare ben 4 malattie genetiche, che inizialmente non presentano evidenti sintomi e di conseguenza, sono quindi difficilmente diagnosticabili, ossia: la fenilchetonuria, l’ipotiroidismo congenito, la galatossemia e la fibrosi cistica. Malattie, che in caso di esito positivo, secondo la normativa di legge vigente, vede procedere i controlli sul bambino, con successivi e specifici esami mirati. Ma facciamo un passo indietro: come si esegue lo screening neonatale?

Lo screening neonatale si esegue con una piccola puntura effettuata sul tallone del neonato, la seconda e la quarta giornata di vita; la gocciolina di sangue, viene trasferita su un cartoncino ove è fatta essicare; dopo di che lo stesso cartoncino, viene inviato al Centro Regionale di riferimento per gli screening, presso cui verranno eseguiti tutti gli esami del caso.

Numerose sono purtroppo le malattie rare e gravi che possono colpire i neonati sin dalla nascita, e che possono manifestarsi anche in età adulta; ed il grande vantaggio dello screening neonatale è proprio nel fatto di potere individuare tempestivamente queste malattie e di curarle con le apposite terapie, evitando in tal modo, l’insorgere di gravi danni, di natura fisica e/o mentale.

Ad oggi, i metodi di screening neonatale utilizzati per la maggiore dai centri regionali italiani, sono: il test Elisa e i test immunofluorimetrici.

Lascia un commento